Uno dei fenomeni ossidativi più comuni che si possono riscontrare in natura è la formazione della ruggine a partire dal ferro. In questi processo il ferro passa dal suo stato metallico originale a quello di ossido ferroso o, addirittura, ferrico. In termini tecnici si dice che il ferro si trasforma dal suo stato elementare (Fe0) a quello di ione ferroso (Fe2+) o ferrico (Fe3+), tipici dei rispettivi “ossidi”. Ciò accade ogni qualvolta in ferro viene a diretto contatto con un ossidante, cioè un agente in grado di strappargli due o tre elettroni, rispettivamente. Appare evidente che qualsiasi agente in grado di riportare in ferro dal suo stato ferrico a quello ferroso può essere considerato un riducente e, nel presente contesto, un antiossidante.

Su queste basi, il BAP Test, ossia test per la determinazione del potenziale biologico antiossidante (Biological Antioxidant Potential), è un test fotometrico, che consente, sostanzialmente, di determinare la concentrazione ematica delle sostanze antiossidanti nella loro accezione di agenti in grado di ridurre il ferro dalla forma ferrica a quella ferrosa. Così concepito, il BAP Test fornisce una misurazione globale di molti antiossidanti, quali la bilirubina, l’acido urico, le vitamine C ed E e le proteine.

Nei soggetti sani il BAP Test assume un valore superiore a 2200 micromoli/L che viene considerato come il valore ottimale. In pratica in condizioni normali 1 mL di plasma possiede un potenziale antiossidante tale da ridurre 2.2 micromoli di ferro per litro. Valori inferiori a 2200 micromoli/L sono indicativi di una condizione di stress ossidativo da abbassamento delle difese antiossidanti. In questo caso, sarà compito del medico stabilire, attraverso l’inserimento dei risultati del test nel quadro clinico specifico di ciascun paziente, quale strategia è opportuno mettere in atto al fine di ricondurre nella norma eventuali valori anomali.

In linea di massima, valori inferiori a quello ottimale possono osservarsi in caso di alimentazione sbilanciata o in condizioni di eccesso di radicali liberi. Rispetto all’OXY-Adsorbent Test, il BAP misura la componente “dinamica” o “biologicamente attiva” della “barriera antiossidante plasmatica” e, per questa ragione, esso trova una valida applicazione nella valutazione dell’efficacia dell’attività antiossidante di sostanze a più basso peso molecolare o, comunque, a più rapido ricambio, quali l’acido ascorbico, l’acido urico, la bilirubina, etc. L’OXY-Adsorbent, invece, fornisce un’informazione sulla componente “strutturale” della barriera antiossidante (proteine ed altri composti ad alto peso molecolare) il cui tempo di “ricostituzione” è relativamente lento.