Il metabolismo cellulare e l’eventuale attivazione di processi reattivi (quali, ad esempio, l’infiammazione) o di disintossicazione, conferiscono al sangue circolante la capacità di ossidare, ossia di strappare elettroni o atomi di idrogeno a certe specie chimiche. Il d-ROMs Test misura  la capacità “ossidante” di un campione di plasma nei confronti di una particolare sostanza (un’ammina aromatica modificata) usata come indicatore (cromogeno). Il fenomeno si associa al graduale e progressivo viraggio verso il rosa della miscela di reazione (plasma + cromogeno), dapprima incolore. La variazione cromatica misurata attraverso un particolare dispositivo (fotometro) che, in definitiva, converte in un “numero” la capacità ossidante così determinata. Contribuiscono a determinare la capacità ossidante misurata dal d-ROMs Test soprattutto i radicali alcossili e idroperossili, derivati dagli idroperossidi (ROOH). Infatti, la sigla d-ROMs sta per “derivati” (d-) dei “ROMs” ossia dei “metaboliti reattivi dell’ossigeno” (reactive oxygen metabolites), la classe di cui fanno parte, appunto, gli idroperossidi. Nei soggetti sani il d-ROMs assume un valore compreso fra 250 e 300 UNITÀ CARR (U CARR), che ne rappresenta anche l’intervallo o range di normalità. Valori superiori a 300 U CARR sono indicativi di una condizione di stress ossidativo. In questo caso, sarà compito del medico stabilire, attraverso l’inserimento dei risultati del test nel quadro clinico specifico di ciascun paziente, quale strategia è opportuno mettere in atto al fine di ricondurre nella norma eventuali valori anomali. In linea di massima, valori elevati del d-ROMs Test si osservano in soggetti esposti a fattori di rischio per lo stress ossidativo (es. fumo di sigaretta, abuso di bevande alcoliche, esercizio fisico inadeguato, diete quanti/qualitativamente sbilanciate ecc.) o a patologie associate ad alterazioni del bilancio ossidativo (es. malattie cardiovascolari, disordini neurodegenerativi, sindrome metabolica, tumori, ecc.) o a trattamenti in grado di aumentare il livello di specie ossidanti (es. contraccettivi orali, radio/chemioterapici, dialisi, interventi di by-pass, ecc.).