I radicali liberi e, in generale, le specie ossidanti colpiscono in modo particolare alcune classi di lipidi circolanti che, come il colesterolo e gli acidi grassi insaturi, esibiscono nella loro struttura molecolare almeno un doppio legame tra atomi di carbonio. Ne deriva la generazione, nel plasma, di una gruppi di composti denominati “lipoperossidi”, i quali giocano un ruolo determinante nel danno delle pareti vascolari che dalla semplice disfunzione endoteliale potrà condurre alla formazione della placca aterosclerotica vera e propria.

LP CHOLOX Test misura per via fotometrica il livello di lipoperossidi circolanti, derivanti per lo più dal colesterolo, con una metodica semplice che evita il ricorso all’uso di reattivi enzimatici, spesso di difficile manipolazione nelle analisi di laboratorio routinarie.

Nei soggetti sani lo LP CHOLOX Test assume un valore compreso fra 100 e 150 micromoli/L (usando come standard il cumene idroperossido). Valori superiori a 150 micromoli/L sono indicativi di una condizione di rischio cardiovascolare. In questo caso, sarà compito del medico stabilire, attraverso l’inserimento dei risultati del test nel quadro clinico specifico di ciascun paziente, quale strategia è opportuno mettere in atto al fine di ricondurre nella norma eventuali valori anomali.

Questo nuovo test si propone come uno dei più promettenti, specifici e semplici test per la prevenzione del danno aterosclerotico e per il monitoraggio del trattamento dell’aterosclerosi nelle sue molteplici manifestazioni sistemiche (infarto, ictus, claudicatio intermittens, etc.), in quanto fornisce una misura dei veri responsabili delle lesioni endoteliali, i grassi perossidati. Il tutto nella convinzione che dovremmo forse chiamare “cattivo” non solo e non tanto il colesterolo LDL ma TUTTO il colesterolo ossidato, indipendentemente dalla sua appartenenza a questa o quella frazione lipoproteica.